Le motivazioni superiori che ci spingono a giocare a poker possono essere molteplici: c’è chi lo fa per svago, chi per mettersi alla prova, chi perché vuole arrotondare e chi infine sogna di diventare un professional poker player. E fin qui, tutto legittimo.

Quando però parliamo dei motivi per i quali un giocatore affronta una determinata partita in un determinato modo, qui possiamo incappare in tre grossi errori. Perché l’unica cosa a cui dobbiamo pensare, quando affrontiamo un torneo, un tavolo cash, uno Spin & Go o quant’altro, è vincere il più possibile. Il resto porta gravi conseguenze…

1) Mai giocare contro qualcuno o qualcosa

Lo sappiamo, spesso l’emotività fa brutti scherzi. A tutti sarà capitato di voler mettere a tacere un avversario troppo chiacchierone, sfrontato e magari anche fortunato, impartendogli una sana lezione di tecnica e tattica applicata al poker. Eppure, questo è un buon modo per perdere ulteriormente il focus su ciò che conta davvero: vincere per sé e non contro qualcun altro.

Come potete immaginare, qui la motivazione non conta: che stiate giocando per svago o per professione, fare scelte subottimali solo per cercare di danneggiare un avversario significa perdere preziose percentuali di ROI (Ritorno sull’Investimento). Per cosa poi? Per soddisfare il proprio ego? Meglio soddisfare il portafogli.

2) Mai giocare per recuperare le perdite

Un altro dei motivi peggiori per giocare a poker è tentare di recuperare le perdite. A nessuno piace perdere, chiunque vorrebbe sempre avere il segno “+” al termine di una sessione, ma questo è semplicemente impossibile: che siate Pincopallino o Phil Ivey, non si può sempre vincere a poker.

Anche perché, come diceva il saggio, il poker è una partita che non finisce mai. Tutto ciò che conta è il lungo periodo, una situazione già difficile da raggiungere nel poker online, figurarsi se siete giocatori di poker live.

Ecco perché è importante avere un’ottima gestione del bankroll, che ci permette di affrontare con serenità anche quegli inevitabili periodi di varianza negativa. Perciò, quando siamo seduti al tavolo, pensiamo semplicemente a fare le scelte migliori possibili, a prescindere da quanto siamo stati fortunati o sfortunati fino a quel momento.

3) Mai salire di livello senza essere pronti

Il poker è un gioco di matematica, di abilità, di studio, di esperienza: chi lo derubrica a semplice gioco d’azzardo si sbaglia di grosso. Ecco perché il gioco va disciplinato: bisogna sedersi solo ai tavoli adatti alle proprie capacità, pena sonore batoste e frustrazione – anche se siete giocatori amatoriali.

Resistere alla tentazione di sedersi ad una partita particolarmente succosa non è sempre facile, perché il sogno dello shot della vita è sicuramente stuzzicante. Ma per ogni storia di successo raccontata dai media, ce ne sono almeno mille di chi ha provato il passo più lungo della gamba, cadendo rovinosamente… e senza più rialzarsi.