Spesso sentiamo dire che il poker è una palestra di vita. All’interno di quella che di primo acchito può sembrare soltanto una classica frase fatta, si nascondono in realtà parecchie verità, che si traducono in strategie di poker che possono darci una grossa mano anche a gestire la nostra quotidianità.

Se ci pensiamo bene, infatti, il poker non è altro che una disciplina in cui bisogna sempre analizzare il rapporto rischio-beneficio, tenendo presente delle variabili matematiche inoppugnabili – e con una spruzzata di istinto che, in un gioco a informazioni incomplete, è in grado di fare la differenza

Ecco dunque tre strategie di poker che possiamo usare per migliorare la nostra vita.

1) Scoprire ed interpretare i tell

Nel poker live, i tell sono quella serie di comportamenti – più o meno volontari – che ci permettono di ricavare informazioni sulla mano del nostro avversario. Tra linguaggio del corpo e segnali non verbali, spesso è difficile non lasciarsi sfuggire indicazioni che palesino il nostro stato d’animo: eccitazione, aspettativa, paura e chi più ne ha più ne metta.

Non essendo lo scopo di questo articolo parlare in maniera approfondita dei tell, non ci avventureremo in un mondo che merita discussioni a parte. Ma logicamente i tell non esistono soltanto al tavolo da poker, ma anche nella vita di tutti i giorni. Studiare i comportamenti delle persone che ci circondano ci può permettere di capire quando è il momento giusto di “aggredire” – nel senso di provare a imporci – e quando invece occorre aspettare tempi migliori.

Un esempio pratico? Entrate nell’ufficio del vostro boss e lo vedete sudato, con gli occhi spalancati e le pupille leggermente dilatate: il suo linguaggio del corpo ci sta gridando che si trova in una situazione scomoda. Pensate sia una buona idea parlargli delle vostre ferie? Forse meglio ripassare in un altro momento!

2) Mettere da parte l’emotività

D’accordo, è umano: al tavolo c’è un giocatore che vi stuzzica spesso, fa battute, cerca di irritarvi. Che voglia di bluffarlo in maniera clamorosa! Ma nel poker, come nella vita, l’emotività non è la discriminante su cui basarsi. Occorre analizzare dati oggettivi e concreti, fare la cosa giusta al momento giusto, o quanto meno compiere la scelta che ha le maggiori probabilità di condurci al risultato sperato.

Le emozioni nel poker – come nella vita – non sono certo facili da controllare, ma quando interferiscono nel processo di giudizio, rischiano di compromettere l’outcome sperato. Comprereste mai un immobile che ha un bellissimo terrazzo (che avete sempre sognato) ma che costa molto più del suo reale valore di mercato? Se ci state anche solo pensando, significa che l’emotività sta prendendo il sopravvento sulla razionalità, e questo è sempre un male!

3) Analizzare il passato per prevedere il futuro

Anche il più principiante dei giocatori di poker, se messo di fronte allo stesso avversario che fa sempre le stesse mosse, prima o poi impara a riconoscere un pattern e a sfruttarlo a proprio vantaggio. Il passato, insomma, è un buon punto di partenza per prevedere il futuro.

Così come quando giochiamo a poker online prendiamo nota delle tendenze dei nostri avversari ricorrenti (tight-aggressive? Loose-passive? Va sempre in c-bet? Spewa tantissimo?), e impostiamo contro di loro una strategia efficace, così nella quotidianità è utile memorizzare le tendenze delle persone che ci circondano per interagire con loro nel miglior modo possibile.