Si dibatte da molto tempo su quale sia l’atteggiamento migliore e la strategia adatta per affrontare nel cash game, nel migliore dei modi, i micro-stakes. Un pro famoso come Charlie Carrel consiglia di exploitare gli avversari cercando di sfruttare al meglio i loro leaks e punti deboli.

Dominik Nitsche è invece della “parrocchia opposta. Per il tedesco la strada maestra a qualsiasi livello deve essere la GTO, la corretta applicazione della Teoria dei Giochi.

In generale, quando un grinder inizia il suo percorso ai micro-limiti, la prima domanda che si fa è quella di quale sia l’approccio migliore ai tavoli: meglio giocare Tight and Aggressive (TAG), molto chiusi ed entrando solo in alcune mani in modo aggressivo, oppure Loose and Aggressive (LAG) con un range molto più ampio di mani, sia pre-flop che per quanto concerne dinamiche come 3-bet e c-bet?

 

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La maggior parte dei professionisti, consiglia un approccio più tight ai micro-limiti. Uno dei sostenitori di questa teoria è il pro americano Nathan Williams, in un recente post sul suo blog.

blackrain79” spiega che ai livelli più bassi è necessario giocare più chiusi (almeno per i nuovi players) e le ragioni sono principalmente 3 secondo il suo punto di vista:

  1. Tiene lontani i giocatori meno esperti da situazioni complesse da gestire.
  2. Si ha una varianza minore.
  3. E’ una strategia facile da migliorare ed implementare.

Il pro statunitense afferma che “è un ottimo modo per sbagliare poco. Giocare tight significa giocare poche mani e quindi vuol dire ritrovarsi poche volte in situazioni marginali difficili. Ciò significa a sua volta abbassare la varianza. Sono tutti elementi molto positivi per un nuovo giocatore, perché la cosa migliore che possa fare un principiante è rendere le cose più semplici possibili“.

Ma “BlackRain79”consiglia questo atteggiamento solo nei primi livelli come NL10 e NL25. Più si sale di livello ed è necessario un allargamento dei range ed avvicinarsi sempre di più allo stile LAG (Loose and Aggressive).

La motivazione che dà ha una logica molto forte: “Se batti i micro-stakes devi implementare una strategia più Loose. Salendo di livello troverai più regular, la maggior parte dei quali con un gioco molto tight. Sono giocatori nitty che puoi exploitare facilmente. Se giochi più mani, ti ritroverai spesso nella situazione di vincere quei piatti per cui loro non vogliono lottare”.

Quindi nei primi livelli, per Nathan Williams, essendoci molti amatori, meglio giocare chiusi, sbagliare meno possibile ed ottimizzare al massimo i difetti dei tuoi avversari poco esperti. Più sali di livello e più troverai regulars molto disciplinati ma poco propensi al rischio. E’ giusto exploitarli e sfruttare i loro leaks, allargando i propri range. Una ricetta che può apparire molto semplice, al limite del banale ma che può essere efficace.

 

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