Che cosa distingue il professional poker player dal recreational player, oltre naturalmente ad un livello di skill che non può essere minimamente paragonabile? L’equilibrio quando affrontano una partita cash o un torneo multitavolo.

Là dove i professionisti – con qualche dovuta eccezione – riescono a mantenere il controllo a prescindere da ciò che succede, i giocatori amatoriali tendono a farsi influenzare troppo dalle emozioni, sia positive sia negative.

Equilibrio: parola a Court Harrington

Oggi non lo vediamo più tanto spesso al tavolo da poker, ma Court Harrington è un professionista a tutto tondo nell’ambito del Texas Hold’em. Proprio lui consiglia a tutti coloro che vogliono intraprendere la carriera di pokerista di imparare l’arte dell’equilibrio.

“Capita di frequente di vedere giocatori che esultano in maniera sconsiderata. C’è chi lo fa perché vuole un po’ di attenzione, chi invece per spirito di imitazione (Phil Hellmuth, ti fischiano le orecchie? ndr) di giocatori che si comportano così e in qualche modo legittimano questi comportamenti”.

Court ammonisce: “Bisogna ricordare che ciò che per qualcuno è un colpo di fortuna, per un altro invece è un colpo di sfortuna. In ogni caso, senza un adeguato autocontrollo è impossibile avere successo come giocatori di poker.

La concentrazione è tutto

Ne abbiamo già parlato, ma anche per Harrington la concentrazione è un elemento imprescindibile: “Come fate a concentrarvi se insultate l’avversario perché ha fatto call invece di fold? O se sbraitate sguaiati perché avete raddoppiato nelle fasi iniziali di un torneo?”.

L’americano non fa di tutta l’erba un fascio. Ci sono situazioni in cui il festeggiamento è quasi d’obbligo, come ad esempio la vittoria di un torneo molto importante e ricco. Ma si tratta delle classiche eccezioni che confermano la regola.

“Bisogna comunque comportarsi come se non fosse la prima volta che capita quella determinata situazione. In questo modo, vivrete con maggiore equilibrio e le emozioni non avranno la meglio, soprattutto nei momenti decisivi”.