L’obiettivo di una scuola di poker come Pokermagia è, naturalmente, quello di formare i giocatori di domani, dando loro tutti gli strumenti necessari per eccellere e per fare del poker un vero e proprio lavoro.

Non importa che siate esordienti totali – per dirla alla ragionier Fantozzi: l’importante è avere voglia di imparare. Anche perché là fuori è pieno di sedicenti guru del coaching che, per quanto possano essere giocatori di ottimo livello, mancano di metodo. Perché non si prescinde da una cosa: per imparare, occorre partire dalle basi del poker.

Inutile partire dalle situazioni!

La riflessione di Matthew ‘theginger45’ Hunt, grinder britannico da oltre $1,6 milioni vinti in carriera, ci trova particolarmente d’accordo. Molte volte, spiega Hunt, chi si approccia al poker tramite coaching (di vario livello) lo fa saltando i cosiddetti fondamentali per passare immediatamente a concetti strategici di più alto livello.

O più semplicemente, a concetti situazionali che hanno poco senso. “Penso a domande come ‘quanto devo rilanciare prima del flop’, oppure ‘quando il mio stack entra in situazione di push o fold’ e cose del genere”, afferma Hunt.

Domande di sicuro interesse tattico e strategico, che però richiedono un’analisi improntata su situazioni particolari come il tipo di avversario, il momento del torneo, le tendenze del tavolo. Domande che possono avere risposte differenti a seconda dello scenario, insomma

I fondamentali, la base del poker

Hunt è abbastanza chiaro sull’argomento: “A che serve imparare come si gioca contro un determinato tipo di giocatore, se poi al tavolo ce ne ritroviamo un altro? Occorre partire dalle nozioni di base, dalla teoria del gioco.

Pot odds, reverse odds, GTO, ICM, fold equità, stack utility e quant’altro. Per diventare giocatori di poker occorre imparare a pensare come un giocatore di poker, sviluppando delle fondamenta malleabili che ci permettano di impostare il nostro gioco a prescindere dal tipo di avversario”.

Il discorso è piuttosto semplice: inutile imparare a giocare contro, bisogna imparare a giocare e basta. Tutti i discorsi situazionali arrivano in un secondo momento, quando abbiamo ben chiaro come muoverci al tavolo da poker”.

Imparare… senza soldi

Hunt suggerisce un metodo per lui infallibile: giocare senza pensare al denaro. Difficile, per un gioco che si fonda sui soldi. Ma quando si impara a giocare a poker, concentrarsi sull’aspetto monetario distoglie dal focus, cioè quello di imparare tutto ciò che c’è di imparare (dalle basi del poker fino ai concetti più sofisticati).

Il grinder britannico chiude con una frase che ogni aspirante giocatore di poker dovrebbe leggere ogni mattina appena sveglio: “Il modo migliore per diventare un ottimo giocatore di poker non è imparare cosa fare, ma imparare come ragionare nel modo corretto”.