Dopo tilt e multitabling, il mental coach più famoso del poker, Jared Tendler, affronta un argomento raramente affrontato dai siti di training e coaching: la pianificazione degli obiettivi. Eppure, si tratta di un passo importante per chiunque voglia intraprendere il cammino del professionismo nel poker.

Gli obiettivi, infatti, sono quei punti cardine che tracciano la via. Solitamente si fissano all’inizio di un nuovo anno, ma non è certo un dogma. L’importante è però tenere a mente tre considerazioni fondamentali, che Tendler ci spiega in maniera chiara e semplice.

Il troppo stroppia

D’accordo l’entusiasmo, ma porsi troppi obiettivi o troppo difficili da raggiungere non è mai una buona idea, né nel poker né in qualsiasi altra discipline. Inutile porsi obiettivi diversi ed eterogenei come diventare il miglior giocatore di MTT mentre si distrugge il cash game high stakes, il tutto imparando ogni variante di poker esistente!

Tendler afferma che fissare un obiettivo solido e concreto permette di diminuire la concentrazione richiesta e avere un’ancora in caso di momenti difficili. Meglio pochi obiettivi chiari e raggiungibili – pur con tutta la fatica e i sacrifici del caso – che tanti obiettivi troppo alti.

In questo modo, infatti, la motivazione non verrà mai a mancare e sarà possibile organizzare il proprio tempo in maniera efficiente, evitando gli sprechi.

Guardare alla ‘bigger picture’

Il poker, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è un gioco che si valuta sul lungo periodo. L’obiettivo non è qualcosa di raggiungibile quotidianamente, e non è assolutamente da confondere con il risultato.

Per quanto possa essere difficile, occorre concentrarsi sugli obiettivi e non sui risultati. Vero è che neppure il contrario è consigliabile: non è certo un bene ignorare completamente i risultati, perché un totale fallimento sotto questo punto di vista ci porterà inevitabilmente a fallire anche il raggiungimento dell’obiettivo.

La cosa migliore da fare, afferma il mental coach, è trovare un compromesso tra obiettivi e risultati, affinché questi ultimi siano un mezzo per il fine, il percorso da compiere giorno dopo giorno fino ad arrivare alla meta.

Volare troppo alto è sbagliato

Chiunque vorrebbe emulare le gesta di Justin Bonomo o Fedor Holz, ma non è certo una passeggiata di salute. Un errore molto grave è quello di porsi obiettivi troppo difficili da raggiungere, in base al proprio livello di abilità e conoscenza.

Spesso questo errore viene commesso da quei giocatori che nell’ultimo periodo hanno subito l’influenza della varianza positiva e che credono dunque di aver trovato la chiave per vincere a poker senza se e senza ma.

L’ottimismo va bene, ma deve fare i conti con un sano realismo.