Giulia Russo, grinder di Pokermagia, ha appena fatto level up al livello €25 Spin and Go. Negli ultimi mesi ha preso l’ascensore e la sua scalata è stata da applausi. La ragazza di Castel Volturno ha le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere: ” battere i 25 ed arrivare ai 50 per poi passare ai 100. Tutto ciò nel più breve tempo possibile però. Magari piazzo un nuovo record nonostante i problemi iniziali. Fatto questo, si rivaluta river”.

La sua ascesa negli Spin è iniziata circa un anno e mezzo fa: “ho cominciato a valutare gli Spin a fine 2018 e ad inizio 2019 è cominciato il percorso vero e proprio. Purtroppo, per problemi familiari, le cose sono andate molto a rilento per me. Ho dovuto mettere in secondo piano il gioco. Le ore che potevo dedicare erano davvero poche e in 5 mesi ho fatto ciò che normalmente un giocatore fa in 1/2 mesi. Fortunatamente ho battuto subito i primi due livelli ed ora sono arrivata a giocare i 25. La cosa fantastica degli Spin è che ti rendono libera“.

E’ felice dell’esperienza maturata in PM: “La mia scuola, Pokermagia, mi ha aiutato tanto perché mi trasmette serenità, che è fondamentale per un giocatore. So che posso contare sempre su di loro, sia per problemi o dubbi tecnici, sia per problemi personali. Sono tutti molto disponibili e preparati. All’interno di PM è inevitabile creare rapporti di amicizia con chiunque perché, anche se siamo in tanti, è composta sostanzialmente da brave persone, serie e corrette. Pokeristicamente parlando, credo sia ancora la migliore scuola di poker in Italia”.

 

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Prima giocava tornei online: “la vita del grinder mtt è davvero tosta. Richiede un impegno ed un sacrificio, per me, enorme, e con un grosso punto interrogativo alla fine. È davvero difficile trasformarlo in un lavoro vero e proprio oggi, e stimo ed ammiro chi lo fa e riesce. Per cui mi riservo gli Mtt come divertimento perché l’adrenalina che da un final table è davvero fantastica ed ogni tanto bisognerà pur iniettarsela nelle vene”.

Le piaceva giocare molto live in passato: ” per un 1 anno ho giocato dal vivo 2/3 volte a settimana visto che il mio compagno giocava prettamente live, nelle sale delle mie zone. Devo dire che sono stata avvantaggiata dalla sua esperienza e dalle sue skill. È stato un bel percorso. Ho imparato tante cose ed ho ottenuto ottimi risultati, spero non dovuti solo alla goodrun; ma ora se penso ai live per me hanno senso solo quelli con un buon garantito e putroppo ne ho fatti ben pochi in Italia e fuori. Spero di rimediare al più presto”.

Le sensazioni per una donna ai tavoli non sono sempre positive ma, a volte, possono nascere dei vantaggi: “Credo che al Sud, e sicuramente in Campania, tra persone di bassa o inesistente cultura, dilaghi ancora l’idea che le donne debbano stare a casa e non di certo in una sala da poker. Nel live trovi sempre qualcuno, fish solitamente, che quando vede una donna gli si accanisce contro. Ti “aggrano”, vogliono mostrare la loro mascolinità, la loro supremazia…e puntualmente se ne vanno a casa. Devo dire che è molto divertente. Cerco di trarre tutti i vantaggi possibili da questi giocatori, sia dalla mia immagine al tavolo, sia da ciò che loro pensano di se stessi. Ovviamente on line questa cosa accade molto meno, perché molti non sanno chi si celi dietro quel nick”.